giovedì, 09 aprile 2009,23:03

Link inside: Ecco, magari la prossima volta me lo segno più in evidenza....

(Rosi, se fra cinque anni ancora non ho messo gli occhiali al cuore, vengo a prenderti e ti sposo.
Grazie Bionda per tutto quanto....)

 

...tra l'altro, va che roba.....ho un blog!!!!
^_^

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giovedì, 20 novembre 2008,22:18

Ieri sera ho visto Wall-E della Pixar.
Non mi aspettavo grandissime cose, dopo la mezza delusione di Ratatouille, ruffianata attraverso cui con una trama prevedibile e facendo leva sulla rozza solleticazione di bassi sentimentalismi si è voluto mirare alla commercializzazione estrema e colpevole di un' hype che per la Pixar è ormai garantita all'uscita di ogni suo film.
Invece Wall-E è un fottuto capolavoro che rinverdisce i fasti di perle come Monsters & Co e The Incredibles.

La prima mezzora è pura e semplice Storia Del Cinema, dapprima col suo protagonista muto e solitario, tanto inanimato nell'aspetto quanto vivo nelle sue abitudini ed emozioni, quindi col sorprendente incontro con l'altrettanto silente EVE.
Nella seconda metà la trama si imbastardisce parecchio ritornando sui canonici binari dell'azione mista a comicità mista a citazionismo mista a manicheistica opposizione tra deboli protagonisti buoni che con mille sforzi prevalgono sugli antagonisti cattivi, ma è tutto fatto con molta classe e il film si chiude incassando un giudizio che mescola le due parti comunque ben oltre gli standard di eccellenza.

Spicca il messaggio ecologico in Wall-E, fiaba triste in cui per la prima volta viene mostrato un futuro distopico, rovinato più che idilliaco, in cui anche il finale, comunque positivo, ad una lettura non superficiale spinge l'ottimismo generale ben sotto il livello comune dei soliti happy ending.
Anche l'impigrimento della razza umana viene additato, sia nella preponderante delega di qualsivoglia attività alle macchine, sia nella scarsa volontà di occuparsi di se stessi e del proprio futuro.
Anche questa volta il citazionismo la fa da padrone, con vari ammiccamenti ai maggiori capisaldi della fantascienza moderna.

Ma alla fine ciò che spicca veramente è il protagonista della storia, il robottino Wall-E che pur essendo il più antiquato degli utensili presentati, risulta il più umano e vivo di tutti.

Da vedere.

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domenica, 02 novembre 2008,11:29

- le zanzare. Nell'ecosistema, intendo.
- i preservativi al sapore fruttato.
- i cd e dvd di piccolo formato, che tanto li legge un lettore su tre.
- l'accendisigari in macchina.
- l'aria fredda del phon.
- le tre rotonde in 50 metri di piazza Vittoria a Bolzano.
- il canone della Rai.
- le lezioni del Consorzio Nettuno alle 4 di notte, che tanto fanno lo 0% di share.
- i rasoi con 7000 lame una dietro l'altra.
- le boe.
- gli adesivi con indicata la portata sugli autobus.
- Zangief in Street Fighter 2.
- i canditi nei panettoni. Anzi, i canditi e basta.
- le majorette.
- l'apecar.
- la trigonometria.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:riflessioni, deliri
lunedì, 29 settembre 2008,00:05

E' stato un gran weekend, pieno al punto che non sembra nemmeno arrivato.
Domani andrò a lavorare con l'idea di averlo fatto anche oggi.
Ma va bene così, non avere nulla da fare una volta era benzina per la mia psicoautoflagellazione.

E' un periodo che sono felice, ci pensavo stasera che ero a cena coi Manzi (I Manzi sono un gruppo di amici di cui faccio fieramente parte da otto anni, quando alcune persone furono aggregate dal fatto che si era tutti di Bolzano e si studiava a Trento, facendo il viaggio assieme. All'inizio parte di un gruppo più ampio -"Gli 8 Manzi E Le 3 T"-, ci si separò a breve accogliendo anche due new entries. Stasera per la prima volta dall'anno scorso erano presenti tutti e 10 i membri, comprese le ragazze di alcuni.).
Cambiare mi ha fatto bene.
Lavoro, non studio praticamente più.
Ho smesso di cercare o pretendere alcune cose.
Ho perdonato chi avevo facoltà di perdonare (o se non altro non porto rancore).
Non ho dimenticato, ma proprio grazie a ciò ho maturato esperienza.
Ho un po' di nuovi amici.
Ho cambiato attitudine verso le persone e la voglia che ho di viverci in mezzo.
Mi diverto con quello che ho.
Faccio serate in discoteca, godendomele, quando solo un anno fa odiavo metterci piede.
Non reggo più l'alcol (o meglio, lo reggo sempre bene, ma mi dimentico la metà delle cose che faccio e dico).
Ci provo con le ragazze senza puntare necessariamente ad una storia da romanzo...è un periodo in cui ho pure un discreto successo, ma anche quando mi prendo due di picche (come ieri, ma la questione non è ancora chiusa, cara la mia Andrea) sono contento lo stesso.
Non ho smesso di incazzarmi, ma almeno anche se ho sempre ragione mi passa subito.
Boh, sono felice.
Mi auguro sia una condizione definitiva.

Buona vita a tutti.
Per il futuro mi impegno a curare un blog più vario e meno egocentrico, lo prometto.
Come quello di Giak (link a sx), per intenderci.
Voglio parlare di più del mondo che mi sta attorno, piuttosto che come io ne vengo influenzato.
Baci (*).

 

 

(*) e un bacio speciale alla Bionda: cara mia, come ho scritto fra i commenti del tuo blog, ti amo.
Sto aspettando il momento in cui tu mi dirai di raggiungerti nell'Urbe, nel frattempo concedimi di passare superficialmente del tempo con signorine verso cui mai potrei provare qualcosa di paragonabile a quel che provo per te.
E mannaggia a chi ha deciso che dovevamo nascere a 500 km l'uno dall'altra.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:riflessioni
sabato, 27 settembre 2008,03:23

Andrea, sei il nuovo target.

Non avrei voluto, ma se la metti giù così...
...sarà una fatica, te la stai giocano bene, ma ci proverò per quanto possibile.
Domani mi butto, chissenefotte.
Mal che vada mi dirai "non sono abbastanza alta per te", o altre minchiate del genere.
Ma tanto io sono già innamorato perso.

Gran serata.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:
lunedì, 22 settembre 2008,19:42

Stagioni e mesi a manciate son passati
Eppur per contraltare sembrano volati
Tutto ebbe inizio da un colpevole casino
Peccato di ragazzo che credeva nel violino
Cresciuto fra sogni ed inesperte convinzioni
Si accorse della vita a suon di calci nei coglioni.

Sconfitto ed umiliato di una cosa era sicuro
La ragione che già aveva sarebbe uscita nel futuro
Intanto spese il tempo che si impose di aspettare
Per guarir dalle ferite e migliore diventare
Perfetto non divenne e neanche un po' si sente
Ma di certo la scommessa non risultò perdente

Ora è lucido, tranquillo e rilassato
E i bisogni di una volta son rimasti nel passato
Problemi ancora gli tocca a grappoli affrontare
Ma l'aiuto di nessuno ora prova più a cercare
Sa che da solo viver certo non potrà
Ma alla spalla di nessuno ora più s'appoggerà

E ora che questo equilibrio pian piano sta formando
I frutti delle sue previsioni va lentamente raccogliendo
Chi dimostrò di sbagliare nuove maturità cerca di ostentare
Ma gli stessi esatti errori intanto continua a replicare
Averci rimesso del proprio un po' lo fa sentir coglione
Ma d'altra parte è bello sapere di aver SEMPRE avuto ragione

Questo al di la di perdoni e assoluzioni
Portar rancore non è mai la migliore delle opzioni
Forse un giorno la guarigione completa apparirà
Intanto l'amarazza ogni tanto ancora capolino fa
Rimpianto è una parola troppo grossa da sfoderare
Un ricordo felice però non si riesce a cancellare.

 

Torno ad ascoltarmi i Metallica.

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domenica, 21 settembre 2008,12:57

....come abbiano fatto questi, a 45 anni, a tirare fuori una canzone del genere.
La Fottuta Canzone Del Secolo.
Chitarre che rimbalzano da tutte le parti a velocità disumane, batteria a mitragliatrice, basso a bomba.
Ce l'ho in loop da una settimana.
Sono senza parole.
Infinita.

Cinque anni di attesa dall'ultimo album, diciannove dall'ultimo album con le palle, valevano tutti se il risultato è All Nightmare Long

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:musica, manie
sabato, 13 settembre 2008,17:22
 
Non so da dove cominciare.
Forse potrei esordire facendo presente che vista la mia venerazione per i Metallica, di gran lunga la mia band preferita, sono un integralista della loro produzione, non solo acquistando tutto quello che fanno uscire, singoli ed edizioni speciali compresi, ma da dodici anni a questa parte l’arrivo di un loro nuovo disco comporta un rituale ormai consolidato per me, e cioè l’acquisto dello stesso proprio il giorno del lancio e l’ascolto immediato a luci spente, porte chiuse e telefono staccato.
A volumi illegali, ovviamente.
 
Ieri è uscito Death Magnetic, loro nono album da studio, attesissimo anche perché il precedente St. Anger era del 2003, e non era stato un gran successo.
A dir la verità i Metallica sono uno dei gruppi più controversi della storia: creatori del thrash metal ad inizio anni 80, sdoganati al successo commerciale del Black Album nel 1991, e per lo stesso album considerati traditori dallo zoccolo duro di metallari che li avevano cullati fino a quel momento. Quindi una coppia di dischi come Load e Reload che di metal avevano pochissimo (anche se le influenze country non erano necessariamente da disprezzare), la controversia di Napster, il quasi disfacimento della band a cavallo del nuovo millennio, con il cambio di bassista, le terapie di gruppo, i mesi di riabilitazione, il film, e a siglare tutto un album che era nuovamente bello incazzato ma senza assoli, con un suono pessimo della batteria, e prodotto da schifo.
Questo Death Magnetic segna quindi l’esordio di Rob Trujillo al basso come autore al pari di James, Kirk e Lars, gli altri componenti della band, ed è atteso come “ultima spiaggia” per una band che se volesse ormai riuscirebbe a vendere anche dei sottobicchieri come cd, ma che è bollata come in pesante e incontrovertibile declino, incapace di competere con la fama di pilastro del metal quale è.
 
Ebbene, dopo essere riuscito a non sentire nulla in anticipo se non uno streaming dal loro sito, ed aver visto lo splendido video di The Day That Never Comes, primo singolo dell’album, sono appena reduce dal terzo ascolto completo, dopo aver comprato da buon feticista tutte e tre le versioni uscite (normale, deluxe, limitata a forma di bara con ammenicoli vari inclusi).
Non sono uno che sulla musica azzarda giudizi affrettati, in genere faccio passare qualche tempo e vari ascolti, ma questa cosa devo dirla:
QUEST’ALBUM E’ UNA FOTTUTA BOMBA ATOMICA!
Ecco, l’ho detto.
E non lo dico da fan non obiettivo della band, non mi sono fatto problemi a considerare merda altra roba da loro prodotta, ma quest’album è un calcio nelle palle a tutti i loro detrattori.
Un dito nel culo senza preavviso, un pugno nei denti dato all’improvviso.
Leggendo commenti in giro, vedo che a parte sparuti mentecatti che ormai li sfottono a prescindere, sono tutti rimasti sorpresi dalla riuscita di questo Death Magnetic.
 
10 pezzi da 7/8 minuti ciascuno, 75 minuti in tutto.
Un album che incorpora la cattiveria e la velocità di Master Of Puppets, la complessità dei riff di ...And Justice For All (parliamo di canzoni con 5/6 riff che si intrecciano senza soluzione di continuità), ma con la superproduzione pulitissima del Black Album.
C’è pure un pezzo strumentale, come nei primi, storici quattro album.
Sono incazzati neri.
James spara riff come una mitragliatrice e urla nel microfono come se dovesse uccidere qualcuno.
Kirk appare ringiovanito di vent’anni e sfodera degli assoli che si annodano a velocità sconsiderate, ispirato come non mai, forse volendo compensare l'assenza della sua arte nel precedente St. Anger.
Lars sembra un batterista vero, con cassa e doppia cassa maltrattate da raffiche di bpm che ci si aspetterebbe fosse in grado solo Joey degli Slipknot.
Rob col suo basso crea un muro del suono che ti colpisce come una sassata in pieno petto.
Quest’album è un martello pneumatico lasciato incontrollato.
Parliamoci chiaro: questi hanno 45 anni a testa, 25 anni di carriera alle spalle, sono ricchi sfondati e non hanno più un cazzo da dimostrare a nessuno. E hanno partorito un album che fa il culo a strisce non solo a tutte le band di bocetti del cazzo che portano avanti il numetal in questi anni, ma anche ai mostri storici del thrash come Testament, Anthrax, Slayer. Stiamo parlando di un album che verrà ricordato vicino a Master e a Justice.
Sono senza parole.
 
Ci sono pezzi come The Day That Never Comes che ricordano da vicino One, con due/tre strofe di semiballata tranquille e dolci, poi un ponte mitragliato dalle chitarre e dalla batteria, e quindi tre minuti di assolo gemellato, solo-duel fra Kirk e James, assolo di Kirk, e infine altro gemellato.
C’è The Judas Kiss che è la perfetta idealizzazione di questo nuovo corso/ritorno al thrash, con riffoni sincopati a velocità disumane.
E poi c’è All Nightmare Long.
All Nightmare Long è qualcosa di indescrivibile.
E’ come se il cielo si fosse coperto velocemente di nuvole nere, e poi si fosse aperto un varco dal quale ti aspetti di veder scendere i Cavalieri dell’Apocalisse pronti a dar corpo all’Armageddon. E sullo sfondo questa canzone suonata per dare la carica alle truppe di distruttori.
Questa è All Nightmare Long, che sembra Disposable Heroes sotto cocaina suonata a doppia velocità e con delle armi al posto degli strumenti. All Nightmare Long, che ha l’effetto di un bulldozer lanciato a 200 all’ora in autostrada, con tutti gli altri fermi in colonna. All Nighmare Long, che ti fa venire voglia di prendere una mazza da baseball e di distruggere tutto quello che capita a tiro. All Nightmare Long, grazie alla quale anche quest’ultima generazione di metallari potrà vantarsi di avere un inno dei Metallica creato nella propria epoca e non vent’anni prima.
Spazza via qualunque cosa abbia sentito negli ultimi anni.
 
…sono commosso.
Non mancano difetti a questo Death Magnetic, come i testi non sempre ispiratissimi, o la voce di James che in alcuni momenti suona troppo alta. Qualche pezzo non è trascendentale.
Ma in generale è un fottuto grandissimo album, e se questa è la prima pagina di un nuovo capitolo nella storia dei Metallica, è il miglior incipit che ci si potesse augurare.
Semplicemente il miglior comeback nella storia della musica.
 
Grazie James, Lars, Kirk, Rob.
Grazie.
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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:musica
martedì, 09 settembre 2008,17:50

Oggi giornata leggera al lavoro.
Leggera al punto che sono già a casa.
Leggera al punto che mi sono fatto la pausa pranzo completa.
Leggera al punto che la prima cliente è entrata mezz'ora dopo l'apertura.

A tal proposito, tale cliente è stata la causa scatenante della riflessione di oggi, una riflessione importante.
Per me almeno.
E se lo è per me, sul mio blog è importante per tutti.
Tale cliente era una ragazza, anche abbastanza carina, che di faccia mi ricordava qualcuno.
Poi mi dice il nome.
Anche il nome mi ricordava qualcosa, ma non riuscivo a ricordarmi.
Alla fine lei legge il mio nome sulla targa sul banco, e aggiunge:
"Scusami, ma tu sei quel Lorenzo che stava con ******?"
E a quel punto ho capito che si trattava della coinquilina di una mia ex che studiava in una città del nord-est italiano.
"Eh sì, son proprio io, ora mi ricordo anch'io di te. E si che a casa vostra ci son stato più volte..."
E così via, c'è stata una breve conversazione circostanziale, seppur piacevole, con annesso aggiornamento sulle reciproche situazioni.
Ma non è questo il punto.

L'incontro mi ha fatto pensare che ho superato di slancio alcune date/anniversario di quest'estate, che non dubito mi avrebbero tormentato fino a poco tempo fa, diciamo l'anno scorso.
Penso al 20 giugno, compleanno di cui mi ricordo solo ora.
Al 10 luglio e al 14 agosto, giornate che segnarono l'inizio e la fine di un racconto, e che ora faccio fatica a segnare con sicurezza sul calendario.
Penso al 21 giugno di due anni fa e di tutto quello che un semplice e casto bacio provocò.
E soprattutto penso al nefastissimo 5 settembre dell'anno scorso, forse il giorno in cui sono stato trattato e mi sono sentito peggio, e alla promessa che mi feci.

Tutte queste date una volta le avrei sentite arrivare come un bambino di 10 anni sente il compleanno o il natale, segnando il conto alla rovescia sul calendario.
Purtroppo, aggiungo.
Stavolta invece mi rendo conto solo ora che ci penso per la prima volta da quando avrei potuto quest'estate.
Lavorare e cambiare vita evidentemente fa bene.

La cosa ulteriormente bella è che ho mantenuto a me stesso la promessa fatta il 5 settembre.
Quel giorno mi promisi che sarei stato almeno per un anno single, senza attorcigliarmi in rapporti sentimentali o affettivi per i quali avrei potuto mettermi in condizione di star male come sono stato precedentemente.
In quest'anno ho avuto una storiella di poche settimane, per entrambe le parti piuttosto svogliata e superficiale, ben consapevoli che non ci fosse speranza di un coinvolgimento che fosse più che fisico. Non a caso il distacco è stato indolore, come se nulla ci fosse da separare.
Ho avuto qualche incontro del tutto fisico, come mai mi era successo nei primi 27 anni della mia vita. Una volta non sarei riuscito a tollerare l'assenza di sentimento, ora invece sfrutto i lati positivi di ciò, pur patendo un po' l'impersonalità della cosa sul lungo periodo.
Ma soprattutto in quest'anno ho imparato a volere bene a me stesso, a star bene con quello che ho prima che pretendere i cerotti dagli altri, o meglio dalle altre.
Non è sempre stato facile, e anche recentemente qualche scivolone c'è stato, ma vista la rapidità del recupero direi che è una situazione in nettissimo miglioramento.

Cosa fare ora?
Sinceramente non lo so.
Potrei anche continuare su questa strada, in fin dei conti quello che si scola una birra il 32esimo giorno dopo che ha iniziato il mese di ramadan etilico, è piuttosto ipocrita. Come concetto e come persona.
Vedremo, intanto sto bene così.
Lascio la porta aperta a tutto (però Fede, il miracolo che pensi tu è estremamente improbabile).
:)
Vado a godermi il resto della mia vita.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:riflessioni, ripartenze
sabato, 06 settembre 2008,12:53

Non so voi, ma io mollo il lavoro e torno all'università.
A Milano.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:affermazioni, stronzate da internet
giovedì, 04 settembre 2008,00:19
E’ un po’ la settimana della rinascita.
Una delle tante rinascite.
Devo ancora capire se sono rinato meglio o peggio di prima.
 
Dopo una settimana necessaria a purgare le idiosincrasie della mia psiche, nella fattispecie il tumultuoso rapporto fra anima e intelletto, prima che prendessero pieghe reminiscenti dei deragliamenti degli scorsi anni, sto attraversando una settimana piuttosto…strana.
A livello di rapporti con conoscenze nuove e quasi nuove. Ma anche vecchie.
 
Dapprima ho scoperto che facevo l’attore in tv, o forse suono uno strumento.
Io che al massimo rimedio qualche applauso al karaoke (però un giorno cancellerò il rimpianto di non saper suonare niente).
Per la cronaca, mi chiamo Steve. Oppure E-stivo.
 
Poi mi sono sopreso quando un semplice “quando ci si mette mia sorella...” mi ha inizialmente spento una risata, salvo poi evolvere (che termine appropriato) in un sincero sorriso fatto di bei ricordi e cicatrici ormai invisibili.
 
Infine mi sono innamorato.
Tu non puoi fare questi discorsi con me, sei troppo schiavo del fottuto Rasoio di Ockham.”, mi è stato detto scherzando, con tutta probabilità con la certezza che non sapessi cosa significasse.
Cara mia, non solo so chi era Ockham e cosa fosse il suo rasoio, non solo è vero che apprezzo la sua filosofia, non solo hai fottutamente ragione, ma sei anche la seconda o terza persona che conosco che mi dimostra di saperlo. Spero tu non l’abbia detto per impressionarmi perché…ci sei riuscita.
 
E poi ci sarebbero altre cose, in questa settimana di epifania in cui mi sembra di iniziare una nuova vita (o meglio, la realizzazione di essere ad un punto avanzato di un percorso iniziato molti mesi fa), con tutti i dubbi e i timori che ciò comporta.
Cose piccole, macchioline spruzzate su una tela già usata, ma di un colore uniforme e chiaro, su cui si può ridipingere.
La settimana devastante al lavoro, in cui però sto imparando tantissime cose e guadagnando soddisfazione mia e apprezzamento dai miei capi.
La macchina nuova, che mi riassegna un’autonomia che seppur vilmente materiale è rinfrancante e molto gradita (anche se tornare al cambio manuale mi ha declassato a guidatore incapace, spero temporaneamente).
La tendenziale indifferenza verso le nuove persone, che ho scoperto però probabilmente essere autoinflitta a scopo autodifensivo. Credo pertanto che significhi che sia stufo di esiliarmi o cmq confinarmi.
 
Ci sarebbero queste ed altre cose di cui parlare, ma non ho molta voglia di impegnarmi a ordinare i pensieri, pertanto lo farò in altre occasioni.
 
Domani potrei fare l’attore, il musicista o il filosofo, ma sarò lo stesso seduto dietro un bancone alle 8 a maneggiare del vil danaro.
Pertanto buonanotte.
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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:aneddoti, affermazioni, ripartenze
lunedì, 01 settembre 2008,19:48
Someday, somehow, /
we’re gonna make it all right /
but not right now…”
(“Un giorno, in qualche modo,
metteremo tutto a posto/
ma non adesso…”)
 
 
La chiacchierata di giovedì era necessaria, spero e credo tu abbia compreso e accettato quel che ti ho detto, mi è costato molto, credimi.
E come dicono i Nickelback, un giorno, in qualche modo….
 
Un abbraccio.
Uno dei nostri.
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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:io e te
mercoledì, 27 agosto 2008,22:00

Chiudo la parentesi aperta ieri, dopo una prevedibile notte travagliata sospesa tra l'insonnia e gli incubi una volta ricorrenti. E dopo una giornata che sarebbe dovuta essere euforica per il benedetto arrivo della macchina e che invece ha solo subito una transizione temporale dal merdoso, al depresso, al piatto, al piacevole.
Rimane una utile incazzatura di fondo, una rabbia verso me stesso che mi servirà in futuro.

E' dura arrancare fuori da un buco, si fa fatica e a volte si rischia di predicare bene e razzolare male. Anche perchè è vero che è più facile parlare agli altri per spronare se stessi, e perchè è vero che le imperfezioni altrui ricontestualizzano le nostre.
Resta il fatto che sono riuscito a fare quel che dovevo fare fino a poco tempo fa, poi vuoi la mia romantica ingenuità, vuoi la volontà di mettersi alla prova, vuoi l'euforia di poter affrontare i propri demoni passati senza sentirsi crollare il mondo addosso, fatto sta che mi sono dimenticato che l'armatura che mi sono costruito (e ancora lo sto facendo adesso) non è ancora dura come un sasso, ha bisogno di solidificarsi, e allo stato attuale basta poco per strappartela di dosso.

"Ami il pericolo o hai la speranza di riuscire a gestirlo", mi hanno detto ieri come commento alla vicenda. Probabilmente è proprio così, mi illudo di poter gestire cose che difficilmente lo sono.
"E' solo tua la colpa di non riuscire a difendere te stesso", mi è stato aggiunto. Vero anche questo,sono uno di quelli che a volte apre il fianco verso quelle cose che possono ferirti, anche se sai che non dovresti.

Non è drammatica come altre volte, non ho passato la sera a piangere.
Ma queste cose ti fanno pensare al fatto che il vuoto è un'entità pulsante, che tira per essere riempita.
Quando c'è tutto ci converge, e si fa fatica a farci entrare le cose giuste e non quelle che più facilmente ci cascano dentro. Che poi sono quelle che al vuoto sono più vicine, quelle che non reggono la pressione, quelle che crollano sotto il peso di loro stesse. Come le raffigurazioni in cui si racchiudono le persone che conosciamo.

Ecco, io voglio trovare qualcosa di solido da mettere nel vuoto che ho dentro, che c'è sempre anche se mi ero quasi abituato a non pensarci. E le cose che si sono sbriciolate sotto il loro peso invece voglio aggiustarle togliendo i frammenti, e metterle altrove, dove non possono più rompersi ne lasciare altro vuoto. Non eliminarle, ma averle alla distanza giusta.
Anche se ogni tanto vuol dire averle fuori dalla propria vista, dalla propria portata.
In caso ci sarà tempo, il giorno in cui il vuoto non ci sarà più, per riportarsele più vicine senza che possano più fare danni.
Ma oggi no.
Oggi voglio tornare sulla strada che ho percorso fino a poco tempo fa.
Oggi voglio lavorare in un'officina pulita, dove possa riparare e ricostruire con calma tutto quello che c'è da ripristinare.

Perchè non si rompa più, che sono stufo.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:riflessioni, deliri, affermazioni, ripartenze, conflitti interiori
martedì, 26 agosto 2008,21:16

Ci stavo quasi per cadere.
Ma stavolta no.
Esci.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:
domenica, 24 agosto 2008,11:20
Ho voglia di scrivere qualcosa per il blog.
Così mi metto al pc, mentre lo stereo esordisce sputando Mein dei Deftones e Freak di Samuele Bersani in sequenza, prima che decida di lanciarmi su Running Wild, secondo album dei sottovalutati Airbourne, e All Hope Is Gone degli Slipknot, del quale devo ancora determinare un giudizio convinto, anche se le reminiscenze delle sperimentazioni dell’album precedente mi fanno pensare ad un altro luci ed ombre, alti e bassi.
 
Ora, mentre cerco di immaginare cosa potrei farne di questa soleggiata ma fresca domenica di fine agosto, mi rendo conto che le uniche cose di cui mi va di parlare sono il fatto che stanotte sono tornato dal Soul Kitchen sobrio, divertendomi lo stesso, e che finalmente questa settimana avrò la macchina.
 
Ieri ottima serata con alcuni amici, ma ho voluto mantenere un basso profilo etilico viste le recenti indegne performance. Devo dire che sono soddisfatto, ringrazia sia il mio portafoglio che la mia condizione metabolica di stamattina.
Sarà l’età.
Non nel senso che sto mettendo la testa a posto, nel senso che non reggo più. ^_^
 
Il portafoglio ringrazia anche perché giusto ieri si è alleggerito di una bella botta di euro: l’assegno circolare a cinque cifre con cui ho saldato l’acquisto della mia Ibiza ha falciato di brutto l’estratto conto del conto corrente.
Lunedì mattina avverrà l’immatricolazione, al pomeriggio stipulerò l’assicurazione, e martedì o più probabilmente mercoledì (compatibilmente con gli impegni di lavoro) andrò a ritirare l’agognato premio.
E poi sarà questione di dove andare nel weekend per battezzarla.
 
Ecco, non ho più voglia di parlare d’altro.
Quindi appesantirò un (bel) po’ questa pagina con delle gif animate (sono 11, così sapete quante ne dovete aspettare).
Così, perché mi va.
Un bacio alla Bionda, che dopo un mese ha deciso di rifarsi vedere, e che soprattutto non è più bionda, per cui dovrò cambiarle il nome.
Però Ali, nero è meglio, pensaci.
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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:musica, aneddoti, stronzate da internet
giovedì, 21 agosto 2008,00:39

Non so cosa pensare, davvero.
Crisi.

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Segnati 'sta cazzata | Abbiamo parlato di:riflessioni, conflitti interiori
domenica, 17 agosto 2008,17:50
Domani si torna a lavorare, sporca puttana.
Dopo aver realizzato che, seppur costretto, tre settimane consecutive sono troppe (complice il fatto che mi è saltato il mare ed ho dovuto improvvisare, e soprattutto complice il fatto che così mi rimarranno ben pochi giorni di ferie da gestire da qui a febbraio), domani rimetto piede in ufficio.
Non ricorderò le procedure, avrò una cassa da riattivare, ma in compenso sarò solo con Luca in cassa, senza il Mastino ad alimentare il nervosismo. Rientro soft, si spera.
 
 
All’inizio di questa settimana dovrebbe pure arrivarmi l’auto, se Satana vuole.
In inaspettato ritardo sui due mesi previsti, la mia fiammante Ibiza rossa è giunta in Italia il 5 agosto, ma il fatto che questa settimana il concessionario chiudesse per ferie ha impedito che potessi calarmici alla guida. Confidiamo nei prossimi giorni, anche se correre tra assicurazioni e concessionari lavorando almeno fino alle 16.30 non sarà una passeggiata.
Dopodichè avrò da organizzare una lunga lista di brindisi. Per me analcolici o a bassissimo regime etilico, viste le due ignobili performance del mese scorso. G4, gruppo Laivez, Nsforum, parenti, colleghi, amici di TN, i Pingui….a tutti ho giustamente promesso o un brindisi, o un giro in macchina, o una scampagnata vera e propria.
Se riesco recupero l’ultimo weekend di agosto andandomene da qualche parte.
Tipo al mare.
 
 
A proposito di gitarelle, devo ringraziare il Cucciolo per la compagnia prestatami a Verona, questa settimana: era tanto tempo che non ci si vedeva (dalla tua laurea nel marzo 2007 l'unica altra occasione è stata a Natale a Trento…), peccato per il poco tempo a disposizione. Ti aspetto a Bolzano, o mal che vada mi farò un altro giro a Verona con la scusa di testare la macchina nuova. ^^
Così tento l’assalto alla cotoletta gigante (per i mangiatori di carne: abbiamo cenato in un posto in centro dove la specialità è la cotoletta alla milanese: presente in tre taglie, la “piccola” è grande come due bistecche messe assieme, la “media” è praticamente una pizza, e la “gigante” non ho avuto il coraggio di ordinarla).
 
 
Questi ultimi giorni di cazzeggio totale (da giovedì a sabato compresi non ho messo il naso fuori di casa) mi hanno permesso di mettere mano finalmente a Marvel Ultimate Alliance, uno dei tre giochi PS2 comprati da una vita e accantonati in attesa di maggior tempo libero.
Sfiga vuole che complice questa ricaduta nel videogioco mi abbia spinto a pianificare il prossimo budget spese in termini di tecnologia varia, e che tale piano comprenda l’acquisto della Playstation 3 verso settembre, parallelamente allo stupendo ultranotebook Asus EeePc901 da 9 pollici, e il consensuale router wireless per ovviare alle connessioni. Aggiungiamo al tutto una bella chiavetta USB da 32GB, 5 film in dvd da qui a Natale, 5 videogiochi in uscita entro Marzo, 2 t-shirt appena adocchiate, e il totale spesa supera i 1000 euro.
E senza scordare che in una settimana mi sarò alleggerito di circa 12500 euro che avrò dato al signor Franco SeatIbiza.
Ah sì: sono pure senza orologio e col portafoglio distrutto.
:(
Aiutatemi.
Aiutate un piccolo borghese viziato a soddisfare i suoi capricci.
Accetto anche assegni.
 
 
Il cazzeggio mi ha anche costretto a vedere un po’ di olimpiadi.
Riflessioni sparse:
A- ottimo che finalmente non ci sia solo calcio da guardare, ma chemminchia di sport ci sono alle olimpiadi?!? Ma la scherma è uno sport, con le sue 8000 medaglie?!? Volano?!? Tiro al piattello?!?
B- adoro il nuoto, ma per favore riducete le medaglie. E poi grande Phelps, che oblia quel mito di Spitz, ma come fa uno a non avere sospetti in uno sport in cui il record del mondo di due anni fa non basta a garantirsi l’accesso in finale?
C- Bolt fantascientifico: vince i 100 metri con un scarpa slacciata, dando 20 centesimi e vari metri a tutti gli altri, esultando negli ultimi 20 metri. E fa un record del mondo che sembrava aldilà delle potenzialità umane. Roba che se si fosse impegnato fino all’ultimo metro sarebbe sceso sul 9.60. Questo con un po’ di allenamenti specifici scende sotto i 19 secondi nei 200 metri.
D- Italia fuori nel calcio. Beh, e chissene incula?
E- Montano fuori nella sciabola. Beh, e chissene incula?
F- la bambina che in apertura ha cantato l’inno, era in playback. Beh, e chissene incula?
 
 
Vado a fare qualcosa.
Niente di utile, ma giusto per godermi gli ultimi scampoli di ferie.
:(
 
 
Polaroid:
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mercoledì, 13 agosto 2008,10:21

Questa canzone è un calcio nel culo con gli stivali appuntiti, la sto ascoltando in loop.
Gli Slipknot mi stupiscono sempre, sembrano irrinnovabili e invece ogni album è meglio del precedente.
Questa è Psychosocial, tratta da All Hope Is Gone, in uscita al 20 agosto.

E parlando di scadenze: il 12 settembre esce il messia musicale, Death Magnetic.
A cinque anni da St. Anger, il precedente album, tornano i MetallicA.
Mi aspetto di consumare il cd.


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giovedì, 07 agosto 2008,00:22
Erano le 20.25 e stavo camminando per strada, in direzione casa.
Erano le 20.25 ed ero assorto nei miei pensieri, rimuginando sulla lettura conclusa nel pomeriggio di The Stand - L’Ombra Dello Scorpione di Stephen King (amara delusione nonostante l’ampio respiro ed una grandiosa prima metà libro: King mi si dimostra indigesto, con la sua grande capacità di descrivere sensazioni e comunicare emozioni, e la sua pressochè totale incapacità di compiere una trama in modo ordinato e completo. Nella seconda metà del libro iniziano salti temporali e personaggi agiscono ed escono di scena in modi che definire tirati via sarebbe un eufemismo, per non parlare dell’inaspettata e improvvisa approssimazione con cui vengono risolte le trame).
Erano le 20.25 e finalmente ho guardato verso ovest: il minaccioso nuvolone lampeggiante che stava incombendo su Bolzano era pronto a scaricare tutto il suo umido fagotto.
Tempo venti minuti e avrei camminato sotto un poderoso acquazzone estivo.
 
Ero vestito leggero: solo una maglietta e un pantaloncino di nylon (rigorosamente neri) e le adidas basse ai piedi.
In tasca solo chiavi, cellulare, una banconota da cinquanta euro e una moneta da uno.
 
Quando il temporale stava per scoppiare, e all'olfatto si poteva sentire distintamente quel forte odore di ozono portato a terra dalla depressione dell’aria, sentii immediatamente l’automatica volontà di accelerare il passo.
Quando le prime pesanti gocce iniziarono a cadere distrattamente, mi ero già chiuso nelle spalle, mani in tasca, e stavo quasi trottando lungo il marciapiede.
Quando pochi istanti dopo il temporale esplose prepotentemente, stavo per scoccare una poderosa bestemmia.
Ma poi, mi resi conto che l’avrei fatto solo perché era quello che mi sarei aspettato di fare.
Quel che invece feci fu fermarmi, aprire le braccia, e girare la testa verso l’alto sorridendo.
 
 
 
Un invasato in preda ad una crisi mistica, verrebbe da dire.
Beh, forse.
Chissene.
Fatto sta che ho avvertito la forte sensazione di volermi godere la pioggia, inzupparmi fino al midollo, fregarmene di preoccuparmi se mi si sarebbe bagnato il cellulare o se avrei avvertito quella sgradevole sensazione che accompagna sistematicamente l’avere delle mutande bagnate attaccate al culo.
Così ho spento il cellulare e l’ho chiuso nella tasca a cerniera dei pantaloncini (scoprendo solo a posteriori che era a perfetta tenuta stagna), mi sono appoggiato al parapetto di ponte Roma, e per un minuto buono ho seguito con interesse la tempesta di lampi che accompagnava la nuvola che scendeva da Merano, sorprendendomi a sorridere ogni volta per lo scoppio dei rispettivi tuoni.
Poi lentamente, canticchiando Gotta Get Away degli Offspring (chissà perché mi sarà venuta in mente, poi…), mi sono riavviato verso casa.
 
Da quel punto a casa mia c’è circa un chilometro, dieci minuti a piedi, ma ce ne ho messi più di venti prima di arrivare al cancello.
Qualche paranoico si sarebbe preoccupato della possibilità di fungere da parafulmine per una delle numerose scariche che illuminavano la notte ormai anticipatamente iniziata, ma chi se ne frega, mi son detto, se devo essere colpito da un fulmine vuol dire che sono proprio sfigato.
Sono entrato in casa gocciolante al punto che sembrava fossi uscito dalla doccia vestito di tutto punto.
Le scarpe erano praticamente due spugne inzuppate, i cinquanta euro nella tasca un foglietto molliccio accartocciato. La maglietta aderiva completamente al petto e alla schiena, e sì, pure le mutande non avevano un centimetro quadrato asciutto.
 
Domattina avrò forse mal di gola e un mezzo raffreddore, ma porca miseria, mi sento felice, non so perché.
Starò passando una crisi mistica.
 
 
 
Citazione del giorno: “tell you something / just ain't right / my head is on the loose, but my shoes are tight” (Gotta Get AwayThe Offspring)
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lunedì, 04 agosto 2008,21:01
E così, eccomi qui.
 
 
 
Venerdì 25 Luglio è stato l’ultimo giorno che ho lavorato, prima delle attese tre settimane di ferie.
Quella sera sono volato a Trento per una festa di laurea che ritenevo di poter archiviare in poche ore, per poter poi tornare a Bolzano e ripartire per Roma in mattinata, dove sarei rimasto qualche giorno. Al mio ritorno avrei fatto altrettanto a Milano/Como, dopodichè sarei andato al mare in Puglia.
 
Quel che è successo invece è che:
-venerdì 25 ho festeggiato meglio (peggio?) del previsto a Trento, e sono tornato a casa alle 7 del mattino successivo in condizioni non dignitose. Nemmeno dal mio punto di vista. Diciamo che d’ora in poi mi darò una regolata perché stavolta ho davvero passato il limite, e neanche era la mia festa
 -sono comunque ripartito subito per Roma, fermandomici fino a giovedì, un giorno in più
-sabato mattina sono partito per Como e domenica sera sono tornato, un paio di giorni meno del previsto ma meglio di niente
-per qualche giorno ho avuto la possibilità di farmi qualche giorno a Modena martedì/mercoledì (domani e dopodomani), ma la possibilità è rientrata quasi subito
-mi si è paventata la possibilità di sostituire la villeggiatura al mare con un viaggetto a Stoccolma
-mi è saltata sia la possibilità della Puglia che quella di Stoccolma.
 
Morale: dopo una settimana di ferie sono a casa, tristemente e preoccupantemente senza programmi per le prossime due.
Sono un filo incazzato/deluso, a dire il vero.
Non necessariamente verso qualcuno, ma verso il fatto che avendo la necessità di bruciarmi tutte le vacanze in un colpo quest’anno, non riesco a organizzarmi niente di serio.
 
In compenso a Roma è stato bello.
Adoro quella città.
In cinque giorni interi (il sesto era quello della ripartenza) ho fatto il turistaccio alla mattina e nel primo pomeriggio, e alla sera mi son fatto portare in giro da alcuni amici di varie estrazioni che ho lì. Grazie quindi agli amici tfpers (Stone, Kenny, Vito, Shape, Dudo, Tigre), all’amica trasferita (Zummy), all’amica del mare (Vale), al “cugino” di una vita fa (Mike). Unica nota dolente l’impossibilità di incontrarmi con la Bionda, ma che ci si può fare…
Mangiare la porchetta alle fraschette di Ariccia, mangiare la pizza da Remo al Testaccio e poi vagare per Trastevere, vedere l’alba dal Palatino, gustarsi The Dark Knight al cinema in lingua originale, perdere ore sul Vittoriano e sulla cupola di San Pietro…tutte cose senza prezzo. Grazie a chi mi ha fatto compagnia in queste occasioni.
A Como è stato diverso, ma ugualmente piacevole. Zel che mi ha fatto da Cicerone in città e sul lago, e i vari Pierre, Hal, Proph e compagnia bella che hanno contribuito a costruire la piramide a base 15 fatta coi bicchieri di plastica vuot(at)i alla festa del Birrificio di Lurago, e infine Yoshi che mi ha affidato un giaciglio a casa sua a Milano. E il giorno dopo a fare il turista sotto il Duomo, per Corso Bueno Aires, in giro per i negozi del centro. Grazie ragazzi.
E’ stata una settimana intensa e bella.
 
 
(in senso orario: dalla cupola di San Pietro, con i tfpers al Testaccio, la piramide di bicchieri, alla festa di Lurago)
 
Ora però sono un po’ scazzato.
Dovrei fare qualcosa in queste due settimane, ma a parte attendere un’auto che non vuole decidersi ad arrivare, andare a fare una donazione del sangue, e finire la lettura de L’Ombra dello Scorpione di King (a breve una minirecensione), prospettive non ne ho.
Certo, andare in agenzia e afferrare al volo un last-minute è sempre possibile, ma da solo è anche un po’ triste.
Sarà meglio far qualcosa, ma soprattutto sarà bene mettersi in condizione di guadagnare serenità e riposo da questa vacanza, che comunque è meglio che lavorare.

A presto.
E per i miscredenti quali Warren: The Dark Knight è un capolavoro, e trama/regia/montaggio magnificano la performance di Ledger, non viceversa.
Non perdetelo. ^_^
 
 
 
 
 
Citazione del giorno: “Sai cosa sono? Sono un cane che insegue le auto. Non so cosa ne farei se ne prendessi una. Io semplicemente faccio cose. Sono un bastone negli ingranaggi. Io odio i piani.” (Joker, nella mastosa interpretazione di Heat Ledger -cazzo vedete di dargli un Oscar postumo-, in The Dark Knight, nelle sale ora)
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